il blog di Madre

un piccolo passo per l'uomo



di recente ho riascoltato questo disco. armstrong, degli scisma.
gli scisma sono stato il primo gruppo di paolo benvegnù e guardando la data mi sono accorto che ha già 10 anni. compiuti nel 2009.
l'ho riascoltato tutto e sono rimasto di nuovo sbalordito.
sbalordito dalla sua attualità sonora ancora intatta, di quanto fosse un disco in anticipo sui tempi, nella sua capacità di destrutturare le canzoni lasciandole comunque emozionanti e intense. nell'intelligenza dei testi, che allora avevano una vena più graffiante e sarcastica ed oggi si sono invece addolciti nell'amore e nella malinconia di un paolo oggi 40enne.
un disco registrato in una casa sul lago di garda, in cui si sente tutto l'amore, la dedizione a cercare il proprio suono, la propria cifra stilistica. E soprattutto il tempo. il lungo tempo impiegato a costruirlo, tempo che è tutto tra i solchi del disco e che gli ha permesso di invecchiare così bene.
un brano su tutti, good morning, che è una delle canzone più struggenti e profonde che la scena indie italiana abbia mai partorito nei 90.
E poi tungsteno, bellissima scossa elettrica di cui abbiamo linkato il video.
Credo sia un disco che ha fatto la storia della scena indipendente italiana e sono sicuro che la sua importanza crescerà negli anni, fino a dargli il posto che si merita, accanto ad altri mostri sacri.
noi cominciamo ad onorarlo adesso e qui.

"poi soddisfare ogni tuo desiderio profondo e sincero
per giurare che è vero
che la luce è nascosta nell’ombra
e che l’ombra riflette davvero
e che il solo rimpianto è svegliarsi"

good morning_scisma.















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quando non sai cosa stampare. stampa la leggenda




la citazione del titolo è una frase di john ford.
John ford è un regista che ha inventato il west. letteralmente. Se vedete le immagini vere dell'ovest americano sono di uno squallore disperante.
Pistoleri con i pantaloni ascellari come fantozzi, i baffi a manubrio alla de amicis e lo sguardo vacuo di chi non sa nemmeno cosa ci fa al mondo. Le immagini vere di billy il kid sono desolanti. Un ragazzetto brufoloso con la faccia da stronzetto di periferia. Il punto però è che billy il kid non è quello. Billy il kid è marlon brando, ovviamente.

Insomma ford diceva che tra una storia inventate e bellissima sulla frontiera ed una vera e tristerrima lui non aveva dubbi. sulla pellicola avrebbe "stampato" la leggenda.
Ecco questa lunga premessa per dire che probabilmente i discografici italiani sono tutti fan di john ford.
Si perchè solo così si spiegano 3 dischi 3.
IL primo (primo, insomma, prima del primo) è quello di Matteo Becucci vincitore dell' x factor 2009. IL secondo quello di Francesco Renga. IL terzo il singolo di vasco rossi.

Matteo Beccucci.
Dopo un anno di spasmodica atttesa esce con un disco di... cover.
DI cover si. Dopo che l’estate scorsa le radio hanno dovuto mandare in airplay il suo primo patetico singolo inedito, una specie di mix tra gli U2 delgi anni 80 con i testi di federico moccia, i discografici non lo hanno avuto il cuore di fare un intero disco così.
Come potevano?
hanno quindi optato per un intero album di cover internazionali di cui matteo (o chi per lui) ha scritto dei testi in italiano.
L'operazione è ascoltabile in tutta la sua sconcezza su i tunes, e vi assicuro che i 30 secondi per brano bastano e avanzano.
Insomma tra la realt e la leggenda i discografici hanno preferito la leggenda.
Perchè matteo evidenzia un limite (IL LIMITE) di x factor.
X factor è un luogo di grandi interpreti ma NON di grandi autori. E quando i suddetti tirano fuori dal cassettino le canzoncine degli annetti passati ecco che capiamo perchè matteo ha veleggiato in un tranquillo anonimato per 36 anni.
perchè le canzoni fanno cacare.
certo si poteva mettergli intorno un team di autori veri, si poteva tirare fuori delle canzoni dalla rete ( myspace per esempio) insomma trovare pezzi di qualità per una voce di qualità.
Ma poteva avere lontanamente l'aria di un operazione innovativa. e quindi meglio non rischiare, stampare la leggenda e fare cantare a becucci "fuoco nel cuore" al posto di smoke on the water.
complimenti matteo. Sei già nella melma delle operazioni di marketing. solo che una volta ci si rassegnava a queste cosette a fine carriera, quando non ti viene una canzone a moriammazzato, tu lo hai fatto al primo disco.
la voragine della irrilevanza è li davanti che ti aspetta.
"è strano il sapore che riesci a sentire" vero?

francesco renga.
alla fine mi è simpatico. E' un guascone che ha fatto una paurosa gavetta con i timoria,
lo ricordo in certi improbabili concerti anni '80 in cui "la scena" era da la da venire e si suonava per pochi intimi.
Ha trovato un suo suono e un suo songwriting e centrato almeno un paio di bei singoli in passato.
Ha scritto persino un libro, ma ha avuto la simpatia di vergognarsene pubblicamente in un intervista su vanity fair.
SI proclama anche di destra senza esitazioni, e in fin dei conti gli va dato atto che dice quello che pensa.
Tranne che sulla musica.
ferro e cartone, l'ultimo di inediti è andato peggio del disco precedente.
la romanza di sanremo è passata inosservata (troppo melensa anche per quel pubblico)
non si può sbagliare il colpo e il natale è alle porte.
Che fare?
UN bel disco di cover anni 70 (che originalità!) in cui sparare la propria voce in libertà.
lui la vende come il ricordo di certe cose che sentiva sua madre alla radio. Io la vedo con l'onda lunghissima che da vari anni riscopre e saccheggia il ricchissimo catalogo dei veri autori anni '70 (perchè li le canzoni le si sapeva scrivere).
Lo hanno fatto Giorgia e Irene Grandi e molti altri.
Va bene così.
Si guadagnano un paio di annetti per scrivere un buon disco e si rimane sul mercato.
Diciamo un periodo di transizione. diciamo. E non c'è migliore transizione di una vecchia canzone di mina.


Vasco Rossi canta creep dei radiohead in italiano....
cosa possiamo dire?
Vasco è stato importante. ha sdoganato il "fattismo" e l'attitudine rock and roll in un paese che negli anni 80 era la bivio tra mutazione antropologica, secondo boom, deriva televisivo/pubblicitaria.
Ha contribuito-e tanto- a cambiare la morale italiana, quanto Renato Zero a mutare quella sessuale.
Ora è una specie di ENI del disco. Una multinazionale che deve generare un paio di milioni di euro di ricavi all'anno per mantenere strutture, manager uffici, turnisti, uffici stampa.
Sarebbe bello che con un colpo d'ala decidesse di licenziare tutti e uscire con il suo "nebraska". Sono sicuro che troverebbe le energie per un disco dignitoso. Perchè penso che nella nebbia delle sue lucky strike lui sia ancora e nonostante tutto un autore.
In qualche intervista ha provato a buttarla li, ad esprimere un certo desiderio di downsizing.. ma credo che non possa. E' schiavo del gigantismo che lui stesso ha creato.
Ciò nonostante mi sembra meno colpevole di altri. HA scritto almeno 3 o 4 inni definitivi della canzone italiana ed è meno borioso di Dalla (che si atteggia a Verdi bolognese) e non i fa i lifting di baglioni, che ormai sembra ivana trump.
GLi serviva il singolone per continuar e a sembrare rock e da stadio.
Si è preso creep. Ancora una leggenda al posto della realtà.

John Ford si definì sempre un artigiano del cinema.
vi consiglio di vedere sentieri selvaggi. Capirete cosa intendesse.











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altri tempi altre tv

Rai uno.
Il bianco e nero. Un direttore d'orchestra in Smoking.
pubblico in abito lungo.
Un sabato sera probabilmente.
Ed ecco i New trolls che suonano il concerto grosso delle orme.
Una suite tra morricone e il folk, in inglese per di più....
5 minuti duri, applausi a scena aperta. I capelloni che si impadroniscono di studio uno.
Sarà passatismo, sarà snobismo. Ma vedere questa saldatura tra la trasmissione più ingessata delle rai d'epoca
e gli esperimenti progressive più importanti dell'Italia d'allora.
E tutto con questa naturalezza, ma anche con rigore. Come se per la RAI, anche quella dell'intrattenimento, del disimpegno, informare, divulgare la nuova musica italiana fosse un... non mi viene altra parola: un dovere.
Ecco davvero altri tempi ed altre tv.
E pazienza se vedevamo qualche culo in meno.



a rivederla

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

alda merini







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mai spiegato meglio




"a volte le persone arrivano e riempiono un vuoto, poi se ne vanno.
e tu stai male per questo ma in realtà è il vuoto di prima che torna a farsi sentire in maniera diversa"

edda_









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me ra vi glio si




grazie a wittgenstein, il blog di luca sofri.

io sono leggenda



è già leggenda nel blog il video che potete vedere qui.
i muse per protestare contro il playback a quelli che il calcio si scambiano i ruoli, il cantante alla batteria il batterista al basso e il bassista alla chitarra tastiera.
Bellissima goliardata... peccato che simona ventura non si accorga di niente e attacchi a fine live una intervista tra i serioso e il saputello al fintocantante/verobatterista che risponde a tono, con il viso tra lo stupito, il divertito e una punta di paura..
Io ora non vorrei sparare sulla croce rossa e ricordare che Simona Ventura presentava fino allo scorso anno il music talent show di maggior successo della tv italiana. Chè questo lo sapete e ognuno tirerà le sue conclusioni.
Che poi "la Simo" nello show era proprio e volutamente l'elemento "altro" dove per altro si intende il glamour televisivo che però di musica non capisce un cazzo e proprio per questo è vicino al "sentire comune" (E poi all'epoca sugli ascolti di x fatcor mica si era così sicuri.. anzi, e la Ventura il suo share lo porta sempre...) . E lei è sistemata.

Mi piace ricordare invece quanto sia stata bella questa cosa dei muse, del non prendersi così seriosamente e provare a fare anche una divertente bischerata, senza il timore di fare incazzare addetti stampa, pubblico, presentatori, presidenti della repubblica, direttori di rete e di casa discografica. Perchè una volta lo sberleffo era insieme alla magniloquenza ed all'ego spudorato una componente quasi obbligatoria, essenziale direi del rock 'n' roll. Che ha anche una bella tradizione, infatti i muse non sono i primi (per fortuna).
I blur ad una edizione di un vecchio Heineken Jammin' festival portarono il cartonato del bassista perchè lui non poteva venire.
il pubblico capì ed apprezzò.
Gli U2 in piena tournée americana (il trionfale tour di The Joshua tree" poi...) fecero un concerto in incognito in un piccolo club, presentandosi in perfetta tenuta da cowboy con il nome di Dalton Brothers... I fratelli dalton sono gli acerrimi nemici di Lucky Luke, un fumetto famoso. E sono dei galeotti recidivi. Insomma bravi, ve li immaginate adesso a ringraziare nelson mandela vestiti come john wayne? Non si può fare no.
Insomma senso dell' umorismo, leggerezza, cazzeggio.. che meraviglia.
E vi lascio con una domanda...A parte gli Afterhours e Manuel che si veste da Napoleone al primo maggio (sublime) vedreste capace uno dei nostri gruppi Indie fichetti, autoreferenziali a fare uno scherzetto così gustoso?
si, la domanda è retorica....