
la citazione del titolo è una frase di john ford.
John ford è un regista che ha inventato il west. letteralmente. Se vedete le immagini vere dell'ovest americano sono di uno squallore disperante.
Pistoleri con i pantaloni ascellari come fantozzi, i baffi a manubrio alla de amicis e lo sguardo vacuo di chi non sa nemmeno cosa ci fa al mondo. Le immagini vere di billy il kid sono desolanti. Un ragazzetto brufoloso con la faccia da stronzetto di periferia. Il punto però è che billy il kid non è quello. Billy il kid è marlon brando, ovviamente.
Insomma ford diceva che tra una storia inventate e bellissima sulla frontiera ed una vera e tristerrima lui non aveva dubbi. sulla pellicola avrebbe "stampato" la leggenda.
Ecco questa lunga premessa per dire che probabilmente i discografici italiani sono tutti fan di john ford.
Si perchè solo così si spiegano 3 dischi 3.
IL primo (primo, insomma, prima del primo) è quello di Matteo Becucci vincitore dell' x factor 2009. IL secondo quello di Francesco Renga. IL terzo il singolo di vasco rossi.
Matteo Beccucci.
Dopo un anno di spasmodica atttesa esce con un disco di... cover.
DI cover si. Dopo che l’estate scorsa le radio hanno dovuto mandare in airplay il suo primo patetico singolo inedito, una specie di mix tra gli U2 delgi anni 80 con i testi di federico moccia, i discografici non lo hanno avuto il cuore di fare un intero disco così.
Come potevano?
hanno quindi optato per un intero album di cover internazionali di cui matteo (o chi per lui) ha scritto dei testi in italiano.
L'operazione è ascoltabile in tutta la sua sconcezza su i tunes, e vi assicuro che i 30 secondi per brano bastano e avanzano.
Insomma tra la realt e la leggenda i discografici hanno preferito la leggenda.
Perchè matteo evidenzia un limite (IL LIMITE) di x factor.
X factor è un luogo di grandi interpreti ma NON di grandi autori. E quando i suddetti tirano fuori dal cassettino le canzoncine degli annetti passati ecco che capiamo perchè matteo ha veleggiato in un tranquillo anonimato per 36 anni.
perchè le canzoni fanno cacare.
certo si poteva mettergli intorno un team di autori veri, si poteva tirare fuori delle canzoni dalla rete ( myspace per esempio) insomma trovare pezzi di qualità per una voce di qualità.
Ma poteva avere lontanamente l'aria di un operazione innovativa. e quindi meglio non rischiare, stampare la leggenda e fare cantare a becucci "fuoco nel cuore" al posto di smoke on the water.
complimenti matteo. Sei già nella melma delle operazioni di marketing. solo che una volta ci si rassegnava a queste cosette a fine carriera, quando non ti viene una canzone a moriammazzato, tu lo hai fatto al primo disco.
la voragine della irrilevanza è li davanti che ti aspetta.
"è strano il sapore che riesci a sentire" vero?
francesco renga.
alla fine mi è simpatico. E' un guascone che ha fatto una paurosa gavetta con i timoria,
lo ricordo in certi improbabili concerti anni '80 in cui "la scena" era da la da venire e si suonava per pochi intimi.
Ha trovato un suo suono e un suo songwriting e centrato almeno un paio di bei singoli in passato.
Ha scritto persino un libro, ma ha avuto la simpatia di vergognarsene pubblicamente in un intervista su vanity fair.
SI proclama anche di destra senza esitazioni, e in fin dei conti gli va dato atto che dice quello che pensa.
Tranne che sulla musica.
ferro e cartone, l'ultimo di inediti è andato peggio del disco precedente.
la romanza di sanremo è passata inosservata (troppo melensa anche per quel pubblico)
non si può sbagliare il colpo e il natale è alle porte.
Che fare?
UN bel disco di cover anni 70 (che originalità!) in cui sparare la propria voce in libertà.
lui la vende come il ricordo di certe cose che sentiva sua madre alla radio. Io la vedo con l'onda lunghissima che da vari anni riscopre e saccheggia il ricchissimo catalogo dei veri autori anni '70 (perchè li le canzoni le si sapeva scrivere).
Lo hanno fatto Giorgia e Irene Grandi e molti altri.
Va bene così.
Si guadagnano un paio di annetti per scrivere un buon disco e si rimane sul mercato.
Diciamo un periodo di transizione. diciamo. E non c'è migliore transizione di una vecchia canzone di mina.
Vasco Rossi canta creep dei radiohead in italiano....
cosa possiamo dire?
Vasco è stato importante. ha sdoganato il "fattismo" e l'attitudine rock and roll in un paese che negli anni 80 era la bivio tra mutazione antropologica, secondo boom, deriva televisivo/pubblicitaria.
Ha contribuito-e tanto- a cambiare la morale italiana, quanto Renato Zero a mutare quella sessuale.
Ora è una specie di ENI del disco. Una multinazionale che deve generare un paio di milioni di euro di ricavi all'anno per mantenere strutture, manager uffici, turnisti, uffici stampa.
Sarebbe bello che con un colpo d'ala decidesse di licenziare tutti e uscire con il suo "nebraska". Sono sicuro che troverebbe le energie per un disco dignitoso. Perchè penso che nella nebbia delle sue lucky strike lui sia ancora e nonostante tutto un autore.
In qualche intervista ha provato a buttarla li, ad esprimere un certo desiderio di downsizing.. ma credo che non possa. E' schiavo del gigantismo che lui stesso ha creato.
Ciò nonostante mi sembra meno colpevole di altri. HA scritto almeno 3 o 4 inni definitivi della canzone italiana ed è meno borioso di Dalla (che si atteggia a Verdi bolognese) e non i fa i lifting di baglioni, che ormai sembra ivana trump.
GLi serviva il singolone per continuar e a sembrare rock e da stadio.
Si è preso creep. Ancora una leggenda al posto della realtà.
John Ford si definì sempre un artigiano del cinema.
vi consiglio di vedere sentieri selvaggi. Capirete cosa intendesse.
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