il blog di Madre

altri tempi altre tv

Rai uno.
Il bianco e nero. Un direttore d'orchestra in Smoking.
pubblico in abito lungo.
Un sabato sera probabilmente.
Ed ecco i New trolls che suonano il concerto grosso delle orme.
Una suite tra morricone e il folk, in inglese per di più....
5 minuti duri, applausi a scena aperta. I capelloni che si impadroniscono di studio uno.
Sarà passatismo, sarà snobismo. Ma vedere questa saldatura tra la trasmissione più ingessata delle rai d'epoca
e gli esperimenti progressive più importanti dell'Italia d'allora.
E tutto con questa naturalezza, ma anche con rigore. Come se per la RAI, anche quella dell'intrattenimento, del disimpegno, informare, divulgare la nuova musica italiana fosse un... non mi viene altra parola: un dovere.
Ecco davvero altri tempi ed altre tv.
E pazienza se vedevamo qualche culo in meno.



a rivederla

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

alda merini







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mai spiegato meglio




"a volte le persone arrivano e riempiono un vuoto, poi se ne vanno.
e tu stai male per questo ma in realtà è il vuoto di prima che torna a farsi sentire in maniera diversa"

edda_









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me ra vi glio si




grazie a wittgenstein, il blog di luca sofri.

io sono leggenda



è già leggenda nel blog il video che potete vedere qui.
i muse per protestare contro il playback a quelli che il calcio si scambiano i ruoli, il cantante alla batteria il batterista al basso e il bassista alla chitarra tastiera.
Bellissima goliardata... peccato che simona ventura non si accorga di niente e attacchi a fine live una intervista tra i serioso e il saputello al fintocantante/verobatterista che risponde a tono, con il viso tra lo stupito, il divertito e una punta di paura..
Io ora non vorrei sparare sulla croce rossa e ricordare che Simona Ventura presentava fino allo scorso anno il music talent show di maggior successo della tv italiana. Chè questo lo sapete e ognuno tirerà le sue conclusioni.
Che poi "la Simo" nello show era proprio e volutamente l'elemento "altro" dove per altro si intende il glamour televisivo che però di musica non capisce un cazzo e proprio per questo è vicino al "sentire comune" (E poi all'epoca sugli ascolti di x fatcor mica si era così sicuri.. anzi, e la Ventura il suo share lo porta sempre...) . E lei è sistemata.

Mi piace ricordare invece quanto sia stata bella questa cosa dei muse, del non prendersi così seriosamente e provare a fare anche una divertente bischerata, senza il timore di fare incazzare addetti stampa, pubblico, presentatori, presidenti della repubblica, direttori di rete e di casa discografica. Perchè una volta lo sberleffo era insieme alla magniloquenza ed all'ego spudorato una componente quasi obbligatoria, essenziale direi del rock 'n' roll. Che ha anche una bella tradizione, infatti i muse non sono i primi (per fortuna).
I blur ad una edizione di un vecchio Heineken Jammin' festival portarono il cartonato del bassista perchè lui non poteva venire.
il pubblico capì ed apprezzò.
Gli U2 in piena tournée americana (il trionfale tour di The Joshua tree" poi...) fecero un concerto in incognito in un piccolo club, presentandosi in perfetta tenuta da cowboy con il nome di Dalton Brothers... I fratelli dalton sono gli acerrimi nemici di Lucky Luke, un fumetto famoso. E sono dei galeotti recidivi. Insomma bravi, ve li immaginate adesso a ringraziare nelson mandela vestiti come john wayne? Non si può fare no.
Insomma senso dell' umorismo, leggerezza, cazzeggio.. che meraviglia.
E vi lascio con una domanda...A parte gli Afterhours e Manuel che si veste da Napoleone al primo maggio (sublime) vedreste capace uno dei nostri gruppi Indie fichetti, autoreferenziali a fare uno scherzetto così gustoso?
si, la domanda è retorica....




edda come vorrei


"edda", il cantante dei ritmo tribale è tornato.
chiunque abbia visto i ritmo negli anni 90 sa di chi parlo.
un invasato con un carisma formidabile che infiammava i palchi milanesi a torso nudo e con un kilt rosso.
ricordo edda in un live alla cascina monluè. prima degli afterhours che erano al primo disco in italiano.
Concerto pieno, aria di qualcosa che finalmente si stava muovendo. I dischi si vendicchiavano, le case discografiche avevano soldi grazie alla conversione da vinile a cd che riempi le casse di milioni in surplus.
Edda poi scomparve e scomparvero i ritmo tribale.
Manuel che è un generoso e dissemina di omaggi agli amici i dischi degli after scrisse una bellissima canzone in "hai paura del buio?" che si intitola "edda come vorrei" e quell'edda è proprio lui, il ritornello è bellissimo e dice "edda come vorrei/perchè tutto questo volere non diventa energia e non ci spazza via/"
ma anche un incipit che recitava "strichinina sei una bambina/avrai un vita da cellula impazzita"... ecco edda lo potete ritrovare su myspace come
www.myspace.com/stefanoeddarampoldi
e alla apertura del live degli afterhours il 17 a milano.

(In "Quello che non c'è", nella canzone Io non tremo si parla di emidio clementi invece, dei massimo volume)

Edda rappresenta un pò, insieme agli afterhours e pochi altri un momento dei '90 che è difficile immaginare adesso... sembrava che il rock indie potesse diventare mainstream, entrare nelle classifiche ufficiali, nelle radio vendere tanto, finire a domenica in... si pensava che il passaggio di testimone fosse finalmente vicino, e portasse la scena italiana a lavorare come quelle più evolute.
Farsi le ossa in situazioni di nicchia ed aprire poi al grande pubblico come passaggio naturale (illusi). Le cose non sono andate necessariamente peggio o male, solo in modo diverso.
Il fossato tra mondo commerciale e musica indipendente è rimasto. Certo alimentato anche dalla meschinità ed autoreferenzialità della scena ("io sono più indie di te" e così via) alla radio non passano le luci della centrale elettrica ma Tiziano ferro per intenderci (con tutto il rispetto per il suo enorme talento). Risaperlo in scena fa bene al cuore e sono certo anche alla musica.
E qui la finiamo con gli amarcord.
Citiamo lo tzu va', che lo ha fatto anche Carofiglio.

quello che il mondo chiama farfalla, il bruco chiama fine del mondo.

et voilà







il nostro erotismo
è sempre la pornografia di qualcun'altro.










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